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Le Isole Eolie: si trovano nella parte orientale del basso Tirreno a circa 40 km dalla costa siciliana, appartengono dal punto di vista amministrativo alla provincia di Messina. L'arcipelago è composto da sette isole di origine vulcanica tutte vicine tra loro, circondate da innumerevoli scogli e numerosi isolotti che creano paesaggi e scorci singolarmente suggestivi. La vita che vi si svolge varia molto l ‘una dall’altra, si va dalla bizzarra Vulcano alla meditativa Alicudi ,passando per Lipari, Salina, Panarea, Stromboli e Filicudi.

Lo Sviluppo turistico delle eolie 
Fra le isole minori della Sicilia, le prime ad essere interessate all’attività turistica sono state le Eolie che, già negli anni 50, ospitano gruppi di turisti provenienti da Francia, Olanda, Belgio.
A quel tempo operava la “Corda Fratres”, associazione goliardica dell’Università di Messina, che assunse l’iniziativa di istituire due Villaggi per vacanze, a Vulcano ed a Stromboli, facendovi affluire numerosi studenti universitari italiani e stranieri. A questa iniziativa pionieristica si aggiunse l’attività del Club Alpino Italiano che realizzo un rifugio sullo Stromboli e quello dell’istituto di Vulcanologia dell’Università di Catania che attrezzao una sede per i ricercatori italiani e stranieri.
Grazie all’attività convergente di queste organizzazioni, una consistente massa turistica giovanile affluì in queste due isole così eccezionalmente dotate dalla natura.
A questo primo momento, quasi avventuroso, seguì una lenta crescita e diversificazione dell’offerta turistica.
Nel 1956 troviamo a Lipari l’unica struttura alberghiera delle isole minori della Sicilia, nel 1966 si passa a 435 posti letto su tutte le isole, nel 1976 a 2058 posti letto su tutte le isole, e così in costante ascesa,l’incremento è continuato sino ad oggi.

Bisogna  citare il grande contributo alla notoriètà ed allo sviluppo turistico dell’arcipelago apportato  da alcune pellicole girate negli ani 50: “Stromboli” di Roberto Rossellini, con Ingrid Bergman, e “Vulcano” del regista tedesco Dieterle , con Anna Magnani.

L’attività turistica ,anche se contenuta in un limitato periodo stagionale, ha contribuito negli anni ad arrestare il processo di calo demografico emigratorio della popolazione delle Eolie, determinando, concreti miglioramenti sociali e di standard di vita.
Ma a fronte dei citati aspetti positivi del fenomeno turistico, si registrano altresì fatti preoccupanti quali: tendenza ad una eccessiva inurbazione in alcune zone dell’isola di Lipari, fenomeni di sovraffollamento e saturazione dei servizi, delle infrastrutture e delle strutture ricettive nel periodo estivo (soprattutto nel mese di agosto), il progressivo depauperamento dei fondali marini e del patrimonio ittico, dovuto principalmente a forme di pesca praticate in maniera troppo intensiva che hanno richiesto, ai fini di una possibile salvaguardia, l’adozione di periodi di riposo biologico e di conversione di alcuni tipi di pesca ritenuti dannosi.

Esaminiamo adesso le isole  dell'arcipelago delle eolie amministrativamente fanno parte della Provincia Regionale di Messina, di cui costituiscono il comune di Lipari, comprendente l’isola omonima e tutte le altre (Vulcano, Panarea, Stromboli, Alicudi, Filicudi ), tranne Salina con i tre comuni di Leni, Malfa, Santa Marina Salina, insediati sulla stessa isola. Tutte sono di grande interesse geologico, archeologico, paesaggistico.


Lipari è la più grande (37.6 km) e la più popolosa delle Eolie, come centro abitato l'unico che abbia un vero e proprio assetto urbano. Lipari è una tranquilla cittadina alla cui struttura urbana fa da centro il Castello, esempio di fortezza naturale. Per questa ragione la sua sommità pianeggiante fu sede del principale abitato nelle Eolie dal Neolitico alla fine dell'età del bronzo. Fu poi l'acropoli della Lìpara greca e nucleo iniziale della rifondata città romana. A causa di esigenze difensive tornò ad essere sede della città fortificata dal Medioevo fino al Settecento. Il castello è così diventato un giacimento di materiali archeologici e gli scavi condotti, dal 1946 in poi, che lo hanno trasformato in in un laboratorio archeologico arricchito dalla creazione del Museo Archeologico Eoliano che raccoglie i reperti venuti alla luce nelle isole e nell'area di Milazzo.
Affascinante e' fare il giro dell'isola in barca, facilmente organizzabile con i proprietari delle imbarcazioni ormeggiate a Marina Corta, che consente di raggiungere bellissime spiagge, non accessibili con auto o moto, sulle quali magari fare un bel pranzo a base dell'ottimo pesce locale, e visitare grotte tanto suggestive che nessuna foto può renderne i colori.
Da non perdere le spiagge di pomice, con intere discese sulle quali è possibile scivolare fino al mare, e le cave di ossidiana, di cui si possono comprare alcuni pezzi in paese.

 Salina, la seconda isola per superficie (26.8 km) e abitanti, ha forma trapezoidale, è lunga 7 km e larga 5.5 e si trova a circa 4 km a NO da Lipari. E' solcata da una valle che la divide in due gruppi di rilievi secondo l'asse N-S così che da lontano appare non come un'unica isola ma come due diverse e vicine. L'isola è divisa in tre comuni: Santa Marina, Malfa e Leni, che sono anche i tre maggiori centri abitati. Le navi e gli aliscafi fanno scalo a Santa Marina e a Rinella.

 Panarea è la più piccola delle Eolie (3.4 km) ed è anche la meno elevata (punta del Corvo, la maggiore elevazione, raggiunge i 421 m). Con Basiluzzo (0.3 km), Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, Bottaro, Lisca Nera, i Panarelli e le Formiche forma un piccolo arcipelago posto circa a metà tra Lipari e Stromboli su un unico ampio basamento sottomarino. Dal punto di vista geologico Panarea è la più vecchia delle isole Eolie e fu abitata fin dal Neolitico superiore come testimoniano i ritrovamenti del giacimento della Calcara. Il paesaggio è reso più suggestivo dalla vegetazione mediterranea arricchita, in prossimità delle case, da molte specie vegetali d'importazione. E' inoltre da segnalare la presenza di alcune coppie di falchi della regina e di numerosi gabbiani reali, che nidificano sulle inaccessibili pareti delle coste occidentali. L'abitato si concentra in tre frazioni: San Pietro (luogo di approdo delle navi e degli aliscafi), Ditella e Drauto, mentre gli insediamenti turistici residenziali hanno prodotto ferite ai luoghi e con nuove costruzioni assediano ormai quanto era stato recuperato e conservato.
Basiluzzo, circa 3.5 km a nord-est, è una grossa cupola formatasi per la sovrapposizione di diverse colate laviche e sulle pareti a picco sul mare si può osservare la caratteristica laminazione. La formazione di Basiluzzo è certamente l'ultimo episodio eruttivo subacqueo nel gruppo di Panarea nella irregolare stratificazione sono inseriti livelli più scuri costituiti da ossidiana formata per il rapido raffreddamento del magma.

Stromboli


posta all'estremità NE dell'arcipelago, ha una superficie di 12.6 km ed è alta 924 m. La sua base ha forma vagamente trapezoidale e il cono vulcanico ha la sommità (serra di Vancura) arrotondata, caratteristica dalla quale le derivò il nome di Strongyle (rotonda) che le diedero gli antichi Greci.
Il maggiore interesse dell'isola sta nella peculiarità di trovarsi, dopo circa due millenni, unica delle Eolie, in uno stato permanente di attività eruttiva, con continue esplosioni che lanciano cenere e lapilli molto belle da osservare di sera da una barca.
Strombolicchio è posto a circa un chilometro e mezzo a nord-est di Stromboli; era alto 57 m e terminava con irti pinnacoli, è stato spianato e ridotto a 49 m per costruirvi un faro. Una ripida scala, in parte ricavata nella roccia, consente così l'accesso alla spianata dalla quale si ammira il suggestivo panorama di Stromboli e delle altre isole, della Sicilia a sud e della Calabria a est. L'isolotto è abitato da gabbiani reali e lucertole, inoltre tra la rada vegetazione vi cresce l'efedra, una rara piantina che vive tra le rupi. L'interesse maggiore sono però i fondali coralliferi ricchi di forme vegetali e di comunità di attinie tra le quali la rara attinia equina.


dal film: Caro Diario di N. Moretti

Filicudi e Alicudi destano un interesse che è sicuramente derivato dalla conservazione e dal mantenimento del territorio nello stato in cui si trovava alla fine del secolo scorso. Questo certamente non per merito dell'uomo ma per l'opposto: all'abbandono dovuto alla massiccia emigrazione degli ultimi cinquant'anni, alla posizione periferica e decentrata rispetto alle altre isole, ai luoghi suggestivi ma impervi e selvaggi, alle difficoltà di raggiungerle per il flusso turistico va interamente il merito di aver reso possibile la salvaguardia dai recenti insediamenti. E' così oggi possibile avere due esempi  dei caratteri e dell'architettura rurale eoliana che nelle altre isole è stata turbata o sconvolta dall'intervento dell'attività umana.

 Filicudi forma, con la vicina isola di Alicudi, l'estremità O dell'arco insulare delle Eolie. Ha pianta ellittica, prolungata a sud nel promontorio di capo Graziano, lunga circa 5.5 km e larga circa 3 con una superficie di 9.5 km; raggiunge la sua massima altezza (774 m) con l'edificio principale, la Fossa delle Felci, che con il suo largo perimetro costituì la quasi totalità della superficie dell'isola. A Filicudi c'è anche una strada carrozzabile, le frazioni principali sono Filicudi Porto, Valdichiesa, Ficofrande e Pecorini in quest'ultima si trova una spiaggia molto bella.
 

Alicudi è una delle isole più piccole delle Eolie, ed anche la più periferica, trovandosi all'estremità occidentale dell'arcipelago. La parte emersa, un cono alto 675 m, rappresenta l'apice di una struttura vulcanica di grandi dimensioni che si sviluppa sotto il livello del mare fino ad una profondità di più di mille metri. Una caratteristica dell'isola sono i "rifriscatura", soffioni di aria alla temperatura costante di circa 7° C che vengono ancora usati dagli abitanti per la conservazione di derrate alimentari. Attualmente Alicudi è caratterizzata da una breve stagione turistica, è un'isola fatta per gli amanti del silenzio, della tranquillità più assolute e del naturismo.

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